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Porto Barricata

La storia

Porto Barricata nasce negli anni ‘70 alla foce del Po di Tolle come rifugio per le barche dei diportisti provenienti dalle province limitrofe per  praticare la pesca sportiva in mare e nelle acque interne del Delta del Po.
I fiumi, le lagune ed il mare antistante al Delta del Po erano, e sono tutt’ora, ricchi di pesce per cui, nel tempo, Porto Barricata si è sviluppato offrendo ospitalità e servizi ai pescatori sportivi.

Nel 1982 la società Porto Barricata snc, prende in affitto ed in seguito acquista l’area interna all’argine del Po per costruire un porticciolo dotato di pontili; con il tempo vanno ad aggiungersi servizi aggiuntivi quali bar, distributore carburanti e cantiere nautico. Negli anni ’90 raggiunge la notorietà nazionale introducendo in Italia la pratica sportiva del “Big game”, la pesca al tonno “gigante” arrivando a vantare record nazionali e mondiali di pesca d’altura tra i suoi clienti.

Tra il 2000 e il 2001 il porto viene ampliato ed ammodernato raggiungendo la struttura attuale con pontili galleggianti, ed i fabbricati adibiti a bar, ristorante, uffici e bagni.

Varie migliorie estetiche e funzionali si succedono poi negli anni quali l’ampliamento del bar ristorante, l’edificazione della sala ad uso del club di pesca sportiva, parcheggi coperti con copertura fotovoltaica, l’introduzione di impianti e macchinari efficienti in cantiere e del depuratore a servizio dello stesso.

Delta del Po e turismo

Il Delta del Po nel comune di Porto Tolle (che copre la parte maggioritaria del Delta comprendendo nel suo territorio quasi tutti i rami del fiume) si sta trasformando da territorio essenzialmente legato all’agricoltura ed alla pesca professionale ad un territorio con propensione turistica come accaduto negli anni ’70 e ’80 in altri comuni del Delta (Vedi Rosolina con Rosolina Mare e ed Albarella, Comacchio con i Lidi Ferraresi) .
Il territorio del comune di Porto Tolle è fortunatamente rimasto inalterato nel tempo.

La crisi economica seguita alle alluvioni degli anni ’60 ha evitato uno sviluppo, a quei tempi incontrollato, del territorio comunale;  poi, una maggiore attenzione ambientale ed il controllo esercitato da enti quali la Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici e l’ente Parco del Delta hanno guidato lo sviluppo nel rispetto del patrimonio naturale e paesaggistico. 

Oggi, con la crescente richiesta di turismo “slow”, legato all’ambiente e alla natura, il “prodotto” Delta del Po”  ha sicuramente un elevato potenziale di crescita. L’interesse è aumentato dal riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità Unesco e Riserva della Biosfera avvenuto nel 2015 da parte del Comitato internazionale del programma Mab (Man and the biosphere) dell’Unesco.